Verso una “Net Zero Society”

Tecnologie e strategie digitali per un mondo a emissioni zero

Atos e The European House – Ambrosetti, hanno condotto uno studio sul contributo e gli impatti che la tecnologia ha sui temi di Climate Change. Lo studio, basato su 20 leve strategiche e attraverso 7 dimensioni determinanti, dimostra come la digitalizzazione contribuisce per il 53.2% all’obiettivo di decarbonizzazione per le imprese e per una ripresa sostenibile del nostro Paese. Oltre le ricerche e le analisi fatte, Atos ipotizza quattro proposte strategiche di policy per il sistema Paese, azioni concrete e urgenti per accelerare il percorso di trasformazione digitale nazionale

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Trasformazione digitale e rivoluzione verde sono i pilastri al centro dei piani di ripartenza post pandemica italiani ed europei: due direttrici strategiche e congiunte, sfide improrogabili per le presenti e future generazioni e abilitatori fondamentali per una economia e una società più sostenibili e resilienti. Quali sono però le sinergie tra transizione verde e transizione digitale e quale, soprattutto, il contributo che il digitale può portare alla realizzazione degli obiettivi climatici dell’Europa e dell’Italia?

A queste domande ha risposto il lavoro di ricerca “Verso una net zero society. Tecnologie e strategie digitali per un mondo a emissioni zero”, il progetto di Atos Italia con The European House – Ambrosetti per quantificare scientificamente quale sarà l’impatto della digitalizzazione nell’impegno verso una ripartenza del Paese sostenibile e decarbonizzata.

I Risultati

Nella strada italiana per la transizione, sarà necessario implementare 20 leve digitali strategiche, acceleranti o abilitanti (tra Automazione, Intelligenza Artificiale, Internet of Things, High Performance Computer, Digital Twin e Piattaforme digitali) in favore degli 8 settori oggi maggiormente coinvolti nei consumi di emissioni inquinanti del Paese: i trasporti, il settore elettrico, il settore manifatturiero, i servizi, i rifiuti, le famiglie e i consumi domestici, l’agricoltura, i processi industriali e altre fonti fossili.

Per valutare l’impatto del digitale su questo complesso processo, è stato realizzato un modello interpretativo articolato: un “prisma” attraverso cui filtrare l’apporto delle tecnologie digitali al processo di decarbonizzazione, considerando le 7 dimensioni cruciali di efficienza, circolarità, elettrificazione, sostituzione delle fonti fossili, conservazione dell’energia, rimozione della CO2 e infrastrutture. Il modello di impatto è stato costruito a partire dalla più appropriata letteratura scientifica specializzata, a cui è stata affiancata una operazione di dialogo e rendicontazione diretta a fianco delle principali aziende italiane, capofila nei programmi di decarbonizzazione.
Secondo i risultati della ricerca, entro il 2050 la dimensione quantitativa del peso del digitale al processo di decarbonizzazione italiano è addirittura maggioritaria rispetto alla componente “non digital”

53,2%
contributo del digitale sull’abbattimento delle emissioni inquinanti
17,8%35,4%
Contributo direttoContributo indiretto

Le proposte 4 strategiche

New Deal

Lanciare un New Deal delle competenze digitali, con la creazione diffusa di corsi di cittadinanza digitale, coding e data science a partire dalla scuola d’infanzia, con un investimento nell’alfabetizzazione informatica degli stessi docent.

Sinergia tra digitalizzazione e sostenibilità

Valorizzare la sinergia tra digitalizzazione e sostenibilità nei criteri allocativi e per la selezione dei progetti e l’allocazione dei fondi del PNRR, a livello nazionale come a livello locale.

Poli di eccellenza

Creare dei poli di eccellenza per lo sviluppo di tecnologie digitali per la decarbonizzazione nei settori del trasporto, sistema elettrico e per i servizi (settori in cui si concentra l’impatto del digitale), che abbiano l’obiettivo di sviluppare ecosistemi di impresa con leadership tecnologica e industriale a livello globale.

Nuovi KPI

Costruire un indicatore che misuri l’impatto della digitalizzazione sulla transizione verde, che ne permetta la misurazione nel tempo e un confronto continuativo tra Paesi.